Jean-Claude Izzo: Marinai perduti

j c izzo

Pubblicato su 24 Letture del Sole24Ore

Marinai perduti è un romanzo che insegna l’amore per il Mediterraneo e per la vita in nave. I protagonisti sono costretti a rimanere a bordo dell’Aldébaran, ferma nel porto di Marsiglia per questioni burocratiche; appena il destino imporrà loro di fermarsi per un tempo forse indefinito, proveranno l’angoscia e la gioia di dedicarsi alla propria vita. Chi ha navigato conoscerà quella solitudine che lo aspetta in porto, la tristezza dei vicoli della città, sempre gli stessi, e l’ebrezza della vita dissoluta e sprecata nei locali economici.

Chi ritorna nella propria città dopo mesi, anni di mare, sa sempre a quale bar andare. Izzo scriveva con la stessa abnegazione con cui i suoi personaggi si dedicavano alla vita di bordo, seguendo poche e semplici regole. La loro parlata è sporca, spontanea, ha lo stile dei libri veri, quelli di una volta; lo scrittore ha la voce dei marinai, che è una voce adatta a chi racconta una storia senza perdersi in chiacchiere, perduto forse anche lui in una sinergia tra il mondo inventato e quello reale.

Izzo è il maestro delle descrizioni delicate degli stati d’animo e delle atmosfere marsigliesi, dure e dolci come le luci del sud dell’Europa, mai quiete. Marsiglia, scrive l’autore, è una città che non si può scegliere, è sempre lei a scegliere noi e ad accoglierci come una madre premurosa ogni volta che ne avremo il bisogno. Non ci si chiede il motivo per cui si ama una donna, o una città.

I suoi marinai sono intrappolati in una giostra azionata al loro primo imbarco, dalla quale non riescono più a scendere. Che cosa farebbero una volta giù, a terra? La loro vita è legata ai porti, ai carichi da consegnare in tempo, al codice di bordo. Abbiamo un codice noi altri, a terra? Sono marinai perduti, uomini che a terra non troveranno mai la felicità; forse perché a terra, loro, non sono nulla. Ma dov’è la felicità? Si nasconde nel ventre della donna che Diamantis, il protagonista, ha amato tanti anni fa, in un’epoca in cui ancora credeva di potersi salvare dal suo destino di vagabondo. La donna che oggi potrebbe essere…