Lo scopritore d’America

Lo scopritore d'America

Questo è un estratto di uno dei miei primi libri, scritto quando andavo al liceo, per esaudire il desiderio di mio nonno, il primo del suo paese ad emigrare, nel ’45, soprannominato lo scopritore d’America. Dal suo racconto nacque questo piccolo volume, firmato a suo nome e regalato a tutti gli amici e i parenti che vennero a dargli un ultimo saluto. Il libro fu stampato pochi giorni prima che morisse. Mio nonno fece in tempo a vederlo e a scrivermi una dedica.

 

Il bar era rimasto lo stesso, il barista, i tavolini, i clienti sulla terrazza sempre gli stessi. Ma mio zio un giorno mi presentò alcuni suoi amici, mai visti prima in quel posto, letteralmente innamorati dello scopone scientifico; un gioco di carte apparentemente facile che subito m’impegnò a dimostrare la mia astuzia davanti alla quale questi rimasero positivamente colpiti. Che ci vorrà a giocare a carte! pensai. Fu uno di loro, un certo professore, a dirmi, − ricordo ancora le parole esatte, − Vieni a giocare con noi. Tu! Entra, e gioca con noi. La frase che segnò la mia vita però fu un’altra. Uscì dalla bocca dell’avvocato. Mi pose, durante la nostra ultima partita a scopa, questa domanda: Gennarino, saresti disposto a emigrare?

Io dissi: Sì!

Vito Gennaro Gallo, Lo scopritore d’America, Poligraf 2002