Lo scopritore d’America

Lo scopritore d'America

Il bar era rimasto lo stesso, il barista, i tavolini, i clienti sulla terrazza sempre gli stessi. Ma mio zio un giorno mi presentò alcuni suoi amici, mai visti prima in quel posto, letteralmente innamorati dello scopone scientifico; un gioco di carte apparentemente facile che subito m’impegnò a dimostrare la mia astuzia davanti alla quale questi rimasero positivamente colpiti. Che ci vorrà a giocare a carte! pensai. Fu uno di loro, un certo professore, a dirmi, − ricordo ancora le parole esatte, − Vieni a giocare con noi. Tu! Entra, e gioca con noi. La frase che segnò la mia vita però fu un’altra. Uscì dalla bocca dell’avvocato. Mi pose, durante la nostra ultima partita a scopa, questa domanda: Gennarino, saresti disposto a emigrare?

Io dissi: Sì!

[Lo scopritore d’America, Poligraf 2002]