Eduardo Mendoza: Nessuna notizia di Gurb

21.30  Mi intrattengo ascoltando la conversazione di due parrocchiani. Il linguaggio degli esseri umani, senza essere decodificato, risulta travagliato e puerile. Per loro, una frase elementare come questa  109328745108y34- 19«poe8vhqa9enf087qjnrf-09aqsdnfñ9q8w3r4v21dfkf=q3wy oiqwe=q3u 1o9=853491926rn1nfp24851ir09348413k8449f385j9t830t82 = 34 ut t2egu-34851mfkfg-231lfgklwhgq0i2ui34756=13ir2487-2349r20i45u62-4852ut-34582-9238v43 597 46 82 = 3t984589672394ut945467 = 2-3tugywoit = 238tej 93 46 7523fiwuy6-23f3yt-238984rohg-2343ijn87b8b7ytgyt654376687by79  (dammi un chilo di rape) risulta indecifrabile. Di conseguenza, parlano per ore e ore, gridando, e si aiutano con gesti e boccacce orribili. Nonostante ciò, la loro capacità di espressione è molto limitata, eccetto sul piano della blasfemia e delle parolacce, e nelle loro allocuzioni abbondano le anfibologie, gli anacoluti e la polisemia.

[Eduardo Mendoza, Sin noticias de Gurb, Barcellona, Seix Barral 1991, pp. 37]