José Pepe Mujica: È possibile un mondo con una umanità migliore

Discorso di José Pepe Mujica – ONU – 24 settembre 2013

José Mujica, detto el Pepe
José Mujica, detto el Pepe

Abbiamo sacrificato i vecchi Dei immateriali e occupiamo il tempo con il dio mercato, che ci offre un’illusione di felicità. Sembrerebbe che siamo nati solo per consumare. E quando non ci riusciamo ci aspetta povertà, frustrazione o autodistruzione.

Qual è il prezzo di questa civiltà di consumo? Il sacrificio delle relazioni umane? L’amore, l’amicizia, la famiglia, la solidarietà? Non avere più il tempo per dedicarci alla vita reale? Sostituiamo le foreste vere con foreste anonime di cemento, sostituiamo i camminatori con i sedentari, curiamo l’insonnia con le pillole, e la solitudine con l’elettronica… E siamo felici?

Esiste un marketing per qualsiasi cosa, per i cimiteri, la maternità, marketing per i padri, per le madri, nonni e zii, passando per le segretarie e per le vacanze. Tuttavia, le campagne di marketing sono deliberatamente rivolte ai bambini, per fare in modo che influenzino gli adulti e assicurare territorio fertile per il futuro. Queste tecnologie sono talmente abominevoli che possono portarci alla frustrazione! L’uomo medio nelle nostre grandi città, si barcamena tra le finanziarie e la quotidiana routine degli uffici, qualcuno con l’aria condizionata, sogna le vacanze e la libertà, sogna di finire di pagare i debiti, fino a quando un giorno il cuore si ferma… Ma ci saranno altri soldatini per servire il mercato…

Però oggi. Oggi è tempo di iniziare a combattere per preparare un mondo senza frontiere. L’economia globalizzata non ha altro scopo che l’interesse privato. Le Nazioni si interessano alla propria stabilità. Oggi la grande missione dei nostri popoli, secondo la nostra umile maniera di pensare, è il tutto. Il capitalismo non produttivo è prigioniero nelle casse delle grandi banche, che in fondo sono il fulcro del potere mondiale!

C’è bisogno della scienza, quella vera, che si occupa di ricerca per l’umanità e non per fare soldi. Con gli uomini di scienza, i primi consiglieri dell’umanità, si dovrebbero stabilire accordi mondiali. Né le grandi Nazioni, né il sistema finanziario dovrebbero governare il mondo. Ma la alta politica intrecciata al sapere scientifico. Quella scienza che non conosce lucro ma studia l’avvenire e ci dice cose inaspettate. Da quanti anni ci hanno avvistati di cose che abbiamo ignorato? È colpa dell’impotenza politica, incapace di governare la nuova epoca che abbiamo costruito noi stessi.

Non possiamo dominare la globalizzazione se il nostro pensiero non è globale! Forse per un limite culturale o addirittura biologico. La nostra epoca è incredibilmente rivoluzionaria, ma non ha una guida cosciente, o almeno una guida semplicemente istintiva, e ancor meno una guida politica organizzata perché non c’è alcun pensiero filosofico precursore.

Nel fondo del nostro cuore dobbiamo sperare che l’uomo esca dalla preistoria. Ed io definisco preistoria un’epoca in cui l’uomo è ancora in guerra, nonostante i tanti artefatti che può fabbricare. Uscire da questa preistoria significa non usare la guerra come ricorso quando la politica frana.

Questa sfiducia all’orizzonte ci spinge a lottare per un governo mondiale che incominci a dominare la nostra storia superando passo per passo le minacce alla vita. Le specie in quanto tali meritano un governo a favore dell’umanità, che superi l’individualismo, che segua il cammino della scienza e non quello del guadagno immediato che ci sta governando e affogando!

Bisogna capire inoltre che gli indigenti non sono solo in Africa o in America Latina, ma appartengono all’intera Umanità. E questa, in quanto globalizzata, deve essere disposta a impegnarsi per il loro sviluppo, per far sì che vivano con decenza e rispetto per se stessi. I rimedi necessari esistono, sono in questo spietato sperpero della nostra civiltà.

Qualche giorno fa in California hanno festeggiato in una caserma di pompieri in omaggio a una lampadina elettrica accesa da cento anni. Accesa da cento anni… Amici, quanti milioni di dollari ci hanno fatto sborsare costruendo volutamente porcherie per farci comprare, comprare e comprare!

Con il talento, con il lavoro collettivo, la coscienza, l’uomo è capace di  portare il verde nel deserto, l’agricoltura al mare, creare vegetali che vivano con acqua salata. La forza dell’umanità si concentra nell’essenziale. È incommensurabile. Ci sono portentose fonti di energia che non conosciamo. Che sappiamo della fotosintesi? Quasi nulla! C’è energia in abbondanza al mondo. È possibile vincere l’indigenza nel pianeta, è possibile creare stabilità. Sarà possibile per le generazioni future, se riescono a ragionare come specie e non solo come individui, portare la vita a uno stato di grazia e continuare ad avere questo sogno di conquista che gli esseri umani portano dentro da sempre. Ma affinché questo sogno si realizzi, dobbiamo imparare a governarci o soccomberemo. O soccomberemo! Perché non siamo capaci di stare all’altezza della civiltà.

Ecco qual è il nostro dilemma. Non intratteniamoci oggi soltanto rimuginando le conseguenze, ma pensiamo alle cause di fondo, alla civiltà dello sperpero, che ci sta facendo perdere del tempo prezioso. Pensate che la vita umana è un miracolo! Siamo vivi per miracolo! Nulla vale di più della vita! Ed è nostro dovere biologico, più di ogni altra cosa, rispettare la vita e prendercene cura, alimentarla, procrearla, e capire che la specie siamo noi stessi.

Gracias.