José Mujica: Nessuna dipendenza salvo l’amore è raccomandabile

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La politica ha a che fare con la “polis”… Fare politica vuol dire lottare per far vivere meglio la gente. Ma vivere meglio non vuol dire avere più cose, bensì essere più felici! A volte la felicità può dipendere dai bisogni materiali. Ma solo a volte… Non uso la parola austerità perché ormai in Europa è prostituita; la mia è una maniera sobria di vivere perché per vivere c’è bisogno di libertà, e per avere libertà bisogna avere tempo.

Se mi preoccupo delle stupidaggini, della bella casa, della servitù, di patatìn e patatàn, non ho più tempo. Se ho tanti soldi, devo preoccuparmi anche che non me li rubino, e lavorare di più. E anche per spendere e sperperare, finisco per sfruttare il lavoro di qualcun altro. Per questo, io preferisco avere più tempo per fare quello che mi piace. Questa è la libertà. Fino a quando dovrò lavorare per pagare i debiti, non sarò mai libero. Lo sarò quando potrò fare quello che piace a me. Sono sobrio per avere più tempo; perché quando compri qualcosa, non la stai comprando con i soldi ma con il tempo della tua vita sprecato per guadagnarli! L’unica cosa che non puoi ricomprare a questo mondo è la vita…

Noi apprendiamo molto di più dai fallimenti e dal dolore che dalla fortuna. Nella vita, quella privata e quella collettiva, possiamo cadere una, due, tante volte, ma il punto è ricominciare. Bisognerebbe riuscire a ricrearsi un piccolo mondo felice con poche cose e a non essere schiavi del consumismo, che è una febbre che ci obbliga a lavorare, lavorare e lavorare per pagare debiti infiniti. Questa non vuol essere una apologia della povertà ma della sobrietà, dei limiti che bisogna porsi per lottare per la libertà.