Jack London: Come riscuotere i diritti d’autore

jack-londonokNarrare vuol dire vivere… (Jack London)

«E ora», finì col dire Martin, «se volete sapere perché sono venuto, lo dirò: sono qui per farmi pagare il racconto che piace tanto a voialtri. Se ben ricordo, mi avevate promesso cinque dollari alla pubblicazione». Il mobile viso del signor Ford espresse subito la più entusiastica accondiscendenza: fece l’atto di frugarsi in tasca, poi si voltò verso il signor Ends e gli disse d’aver lasciato il suo portamonete a casa sua. Questi, con l’aria scontenta, fece il gesto di proteggere la tasca dei calzoni dove Martin – a giudicare dalla mossa – capì che doveva esservi il denaro. «Sono proprio desolato», fece il signor Ends, «ma ho pagato il tipografo, un’ora fa, e non mi è rimasto un soldo». «È davvero ridicolo, signor Eden, essere colti in una posizione così cattiva», disse il signor Ford con aria disinvolta. «Ma le dirò come faremo: domattina, presto, le mando uno chèque. Ha l’indirizzo del signor Eden, non è vero, signor Ends?».

«Ho già spiegato che ho bisogno di quei soldi oggi». Il suo polso si era leggermente accelerato, al tono brusco del gerente, che lui controllava attentamente con un occhio, sicuro che i fondi della cassa della Transcontinental giacevano nella tasca di quel degno gentiluomo. «È veramente un caso sfortunato», cominciò il signor Ford. Il signor Ends, spazientito, fece un mezzo giro per lasciare la camera: nello stesso momento, Martin balzò su di lui, e, con una mano gli afferrò la gola in modo tale che la barba nervosa del signor Ends, sempre impeccabile, puntò verso il soffitto con un angolo di 45 gradi. «Si frughi in tasca, venerabile oppressore di talenti giovanili!», urlò Martin. «Si frughi! o la scuoto finché l’ultima moneta non le rotoli fuori. E voialtri non vi avvicinate: vi potreste far male». Dopo che il signor Ends ebbe frugato nelle tasche, quella dei calzoni riversò quattro dollari e quindici centesimi. «Rovesci le tasche!» ordinò Martin. Caddero altri dieci centesimi. Martin fece il conto. «A lei!» gridò al signor Ford. «Mancano ancora settantacinque centesimi». Senza aspettare, il signor Ford si frugò nelle tasche ma trasse fuori soltanto sessanta centesimi. «Non c’è altro? E nelle tasche della giacca? Che cos’è? Un biglietto del ferry-boat? Me lo dia: vale dieci centesimi. Ho avuto così quattro dollari e novantacinque, contando il biglietto. Ne mancano ancora cinque». Guardò fisso il signor White e l’ometto debole, tutto tremante, glieli porse subito. «Grazie», disse Martin Eden rivolto a tutti e tre gli editori. «Vi auguro il buongiorno».

[Jack London, Martin Eden, The Macmillan Company 1909, cap. 36]