L’intimo delle donne

Intimo delle donneLei fissava il quadro mentre accarezzava con la mano aperta il vecchio divano nel quale aveva lentamente affondato le dita, e piangeva. Poi si alzò, non sapeva esattamente cosa fare, si diresse verso il tavolo antico senza un piede sul quale c’era ancora la scatola con i tubi dei colori lasciati aperti, sporchi. Le fece un effetto orribile toccarne uno, una sensazione di morte, tanto che lo ripose bruscamente dove lo aveva trovato e si strofinò nel palmo di una mano le dita imbrattate di verde e di nero. L’alluminio del tubetto era freddo, le causò un tremito lungo la gola che batté forte per qualche secondo mentre la voce produsse, senza che le venisse ordinato, una debole nota di terrore. Per terra c’erano decine di schizzi, come macchie o forme di colori sfuggiti ai dipinti; poco più avanti c’era un barattolo di vetro con un po’ d’acqua e alcuni pennelli lasciati a mollo a testa in giù. Anne li vedeva per la prima volta ma conosceva il suono che producevano quei pennelli quando venivano agitati all’interno del barattolo sul pavimento. Ogni volta che aveva sentito quel tintinnio, attraverso il solaio, si era chiesta da cosa fosse prodotto, e adesso lo aveva scoperto, come se suonassero ancora una volta contro il vetro colorato, tin, tin, tin, tin, tin, tin…

[L’intimo delle donne, AA.VV, Libreriamo, febbraio 2014, p. 33]