Voglio scrivere del tuo corpo stasera

ritratto di Jeanne HebuterneVoglio scrivere del tuo corpo stasera
Della cera che scivola sulla mia carta
La sarta che mi cuce addosso il tuo odore
Il calore del tuo respiro
Mentre mi giro e vedo che la giovinezza
È passata
Un’ondata salata di anomali voglie sopite
Le vite ardite, e quanti amori mi hanno portato per mano
Lontano lungo la sabbia e le pietre
Ciò che non si vede e
Crede, la mia testa, la festa è dentro quel sorriso
Il tuo viso che profuma di gioia
Gli occhi, la noia, amica dell’addio
E il mio libro, continua a parlare di te
Oh mia follia, che ti tieni a bada nelle tasche
Che corri nel corpo e nella mano
E piano, aspetti la mia resa, e la chiesa
Dove sei nata
La giornata di piogge sacre e pianti
I guanti di seta, i merletti di pizzo
Il vizio dei preti, maiali,
Le tue ali, dove mi porterai?
E sai che io non so volare
Sul mare, dentro la più antica delle gole
Arriva il sole stamattina
E una bambina col suo aeroplano
Mi racconta la storia del vecchio poeta
Un’altra pietra sul mio sentiero
Il vero amore, la gioia della mente
E niente resterà dopo le mie parole
Sole, che si rincorrono come cani sul ghiaccio
O un pagliaccio che ride e piange senza gridare
Le sue care lacrime di zucchero
Bagneranno i raccolti a valle
E i monti sempre più scoscesi, arresi
Sono cresciuti con l’odio e con l’amore.
Parlerò di te in questa poesia
Nella mia testa da giocoliere
Dentro un lieve ondeggiare del pavimento
Un vento buono e pieno di rime
Sotto il fiume della mia giovinezza
O nella brezza che ti ha portato
Sulla mia banchina questa mattina.

[immagine: Ritratto di Jeanne Hebuterne – Amedeo Modigliani]