Sul mestiere di scrivere

Scott RohlfsDopo aver letto l’ennesimo articolo che promuove la vanity press e scoraggia i giovani autori che cercano il riconoscimento di voci autorevoli della critica e dell’editoria, mi vedo costretto – per la prima volta da quando esiste Articoliliberi – a pubblicare questo mio pensiero sul mestiere di scrivere.

Bisogna che la smettiate, cari ragazzi, di farvi i pompini a vicenda snobbando le case editrici che rifiutano i vostri manoscritti perché, se finora l’hanno fatto, avevano le loro buone ragioni: il novanta per cento dei manoscritti che arrivano nelle case editrici non sono storie ma soltanto auto-erotismo letterario.

Molta letteratura non viene pubblicata per ragioni commerciali, è vero, a volte un bel libro viene rifiutato perché non ha sbocchi sul mercato, ma sei proprio sicuro che sia il tuo caso?

Un pensiero infine sul concetto di vivere di sola scrittura. Non credere, giovane autore, che ciò sia impossibile, come vogliono convincerti gli amici della tecnologia, interessati a promuovere i nuovi gingilli lanciati sul mercato – troverai quegli stessi individui il fine settimana in riva ai laghetti artificiali a pescare trote in cattività -. Sappi invece che vivere di sola scrittura è possibile, basta mangiare molto poco per molti anni e se la tua passione è divorante e non esiste più nulla che davvero ti importi, quel poco di cui ti accontenterai ti renderà molto più ricco degli introiti milionari cui ambiscono gli amici delle trote di cui sopra.

[illustrazione: Scott Rohlfs]