Facebook, Parola di Dio

Facebook, Parola di DioL’altro giorno ho chiesto a Dio – il quale ha un account Facebook sotto nome in codice che non mi è permesso rivelare – perché il colore predominante nelle pagine Facebook è proprio il blu. Il blu è un colore che ispira fiducia, mi ha spiegato Dio; serve a dare un segnale agli utenti e invogliarli a iscriversi; ma se leggi qualche articolo di riviste specializzate, scoprirai che ogni più piccolo dettaglio è stato studiato per farti cadere nella loro trappola, figliolo, e che quei maledetti le hanno pensate proprio tutte. Mi sa che Dio ce l’aveva con i Social Network.

Tre miliardi di persone hanno uno o più account, mi ha detto, persino io mi sono dovuto mettere al passo coi tempi; ma ti sei mai chiesto a chi può far comodo una tale utenza?, a scuola si diceva, lo fanno tutti e lo faccio anch’io, ma non fare ciò che fanno gli altri, essere anticonformista, scoprendo così quello che realmente ti appassiona, è la prima regola per essere felice, lo sanno tutti, fin dai tempi della scuola. Forse lo sanno tutti, ho risposto io, ma si dimentica facilmente. Nessuna dittatura, comunque, e – ahimè – nessuna religione sono mai riuscite a controllare un tale numero di persone! Oh mio Dio, è vero! Tutte le nostre informazioni, mi ha spiegato, appartengono a Facebook: e glielo abbiamo concesso noi utenti firmando un contratto, cliccando su acconsento. Dio aveva ragione, la colpa è effettivamente tutta nostra.

E così, ha continuato, mi sono iscritto anch’io, speravo di scoprire qualcosa di più riguardo al potere che Facebook esercita sulle masse; non potevo accettare che fossero riusciti laddove altri – come me – avevano fallito! Chi l’avrebbe mai detto!, ho pensato: Dio che s’infiltra tra i seguaci della concorrenza, esasperato, e poi si confida con il primo che capita! Gli ho chiesto se ha mai pensato di fare una ricerca di mercato, di spiare gli account delle persone per capire come riportarle sulla retta via. Ma figliolo, mi ha detto Dio, allora non hai capito nulla!, questo è esattamente ciò che fanno loro… è concorrenza sleale! Dai, non preoccuparti Dio!, andrà tutto bene, gli ho detto, vedrai che riavrai tutti i tuoi seguaci.

E Dio mi ha raccontato anche un’altra cosa. La comunicazione, mi ha detto, è fatta di parole ma anche di silenzi: durante i silenzi si riflette meglio sulle parole; le relazioni umane sono fatte a loro volta di vicinanza e di distanza: quando siamo lontani da chi amiamo desideriamo essergli vicini, ed è così che dopo ci amiamo di più!, Facebook ha abbattuto questi silenzi e questa distanza perché vuole convincerci che dobbiamo sapere tutto di tutti, e in ogni momento, ma è una follia generale!, la vita che io vi ho donato non è così banale, è piena di  piccole meraviglie che ci passano sotto gli occhi tutti i giorni!, e se qualcuno è riuscito a manipolare il pensiero della massa per poi rivenderlo a (cattive) compagnie che si occupano di pubblicità, non è detto che i pochi di noi che ancora non ci sono cascati non possano convincere i loro fratelli ad aprire gli occhi!

Ho chiesto a Dio come è potuto succedere tutto questo. Tutto questo, mi ha risposto Lui, è nato per sporchi fini commerciali: mentre postiamo gattini e bambini*, e appaghiamo la nostra voglia di vita vera sprecando energie dietro al monitor, Facebook rivende le nostre emozioni ai migliori offerenti per far loro proporci, nella maniera più subdola, i propri prodotti e servizi… ma immagina quanto potremmo essere pericolosi per chi ci ha così meschinamente ingannati, se spendessimo le nostre energie nella vita reale e non in quella virtuale!  Tu hai un gattino?!, gli ho chiesto – stavamo chattando già da un’ora! – Certo, ha risposto Dio, si chiama Angela. Ma che nome è Angela! Capirai figliolo, capirai, mi ha detto.

Non è mai esistito nel corso di secoli di storia un mezzo così efficace per sottomettere la volontà di tante persone, per smorzare le loro energie, sfiancarle per ore e ore mentre sfogano rabbia e frustrazione nelle finestrelle!, mi ha detto; neanche io ci sono riuscito perché c’è tanta gente che non c’è cascata e non è diventata mia amica. Perdona loro se non hanno richiesto la tua amicizia, gli ho detto, perché non sanno quello che si perdono. Devo ammettere, adesso che ci ripenso, che da Lui non mi sarei mai aspettato tanta umanità: se avessi chattato ancora un po’ con Dio, forse mi sarei addirittura convertito!

*Non postate, figlioli, le fotografie dei vostri bambini sul web. I pedofili si servono dei vostri account per i loro scopi abietti.