Così Presidente del Consiglio Matteo Renzi rappresenta degnamente Popolo di precari

Andrea MarcolongoQuesto articolo è stato pubblicato su Panorama lo scorso 13 gennaio. Non c’è molto da aggiungere. In un Paese in cui il lavoro intellettuale è sempre più prostituito e alla mercé di chi ha i soldi per comprare anche le idee, Andrea Marcolongo (nella foto), la giovane e bella ghost writer che scriveva i testi per i discorsi di Matteo Renzi, delusa, lascia Palazzo Chigi senza aver mai – eccetto il primo mese – ricevuto un soldo o un minimo riconoscimento. Soltanto le solite promesse, “la settimana prossima si sblocca tutto, è quasi fatta”, ben note dal popolo di lavoratori precari, ma dal gusto ancora più amaro quando a farle è qualcuno che, forse proprio grazie alle parole scritte da Andrea, occupa oggi un posto in Parlamento.

Un ghost writer non è una prostituta, non si può esigere la sua mano e poi rigettarlo nell’anonimato; al contrario, è una figura che ha dignità. In Francia lo chiamano le nègre, che può sembrare dispregiativo e rievocare antichi razzismi oggigiorno, forse, estinti, ma lo pagano bene, riconoscendone la presenza in quella parte della letteratura che rimane avvolta dal mistero e non ha bisogno di fronzoli, né di numeri, quella parte fatta soltanto di parole, come forse è giusto. Molti autori celebri, soprattutto se non sono veri autori ma soltanto facce prese in prestito dalla TV o da altri ambienti per vendere milioni di finti libri, necessitano del lavoro del ghost writer, al quale non viene offerta la fama. Il suo nome rimarrà lungo una sottile linea d’ombra, in quella parte di mondo così definita da Joseph Conrad in uno dei suoi più celebri romanzi.