Studenti, computer e apprendimento: Boh!

Ministero dell'IstruzioneUna ricerca diffusa dal Ministero dell’Istruzione ha rivelato gli effetti dell’uso dei computer nell’apprendimento. I risultati dell’indagine mostrano la scarsa efficacia con cui la tecnologia è impiegata nelle scuole. Più del 70% degli studenti 15enni ha un computer a sua disposizione in classe. Chi naviga a casa, non lo fa per effettuare ricerche e studiare, ma perlopiù per chattare su Facebook o sugli altri Social; solo il 66% usa il computer per studiare. Ciò significa che la cosiddetta generazione 2.0 è soltanto in teoria avvantaggiata rispetto a quella che sgobbava sui libri di carta, giacché tutti i vantaggi illustrati da chi vende i computer alle scuole non sembrano trovare riscontri reali tra i tanti giovani che nell’ultimo anno non hanno letto neanche un libro, né sono entrati in un museo o al teatro.

Secondo l’OCSE, più del 70% degli studenti italiani è “lost in navigation”, non è in grado cioè di pianificare una ricerca né di valutare l’utilità di un’informazione e l’attendibilità della fonte. La tecnologia è un ottimo mezzo per aiutare gli studenti ad avere un libero accesso alla conoscenza, ma non si può sostituire a degli ottimi insegnanti. Questi ultimi hanno il difficile compito di fondere conoscenze digitali e tradizionali, ammesso che ne abbiano, e di mediare la pressione che le aziende produttrici di hardware e software esercitano sulle scuole, vendendo, vendendo, vendendo…

Infine si parla di Internet dipendenza e solitudine tra i giovani. La percentuale degli Internet dipendenti, coloro che vi trascorrono più di sei ore al giorno, in Italia sembrerebbe minore rispetto alla media europea. Ma bisogna tener presente che in questo studio si considerano soltanto i computer e non gli smartphone.