Tutta la verità sulla Cisne Foto Creation

La CisneFotoCreation è stata un'associazione di artisti liberi e indipendenti, fondata ad Alicante nel 2007 da Frank Iodice (presidente), Francisco Fuentes (segretario) e Roberto Sparano (tesoriere).
La CisneFotoCreation è stata un’associazione di artisti liberi e indipendenti, fondata ad Alicante nel 2007 da Frank Iodice (presidente), Francisco Fuentes (segretario) e Roberto Sparano (tesoriere).

Nell’inverno del 2007, in Spagna, ho messo su un’associazione di artisti liberi e indipendenti, la Cisne Foto Creation, insieme a un fotografo di Murcia, Francisco Fuentes (detto Paco) un cameraman di Biella, mi sembra, un certo Filippo Spiga, e un attore milanese di nome Roberto Sparano. Stamattina, in un vecchio compact disc, ho ritrovato alcuni dei video e delle fotografie realizzate in quel periodo e ho deciso di raccontare tutto quello che è successo quasi dieci anni fa ormai. Averlo già fatto in maniera romanzata non mi è bastato.

Avevamo messo su questo gruppetto di appassionati, dunque, e ci divertivamo a realizzare book fotografici e piccoli servizi per matrimoni o per giovani aspiranti modelli. Io facevo le foto, avevo preso in affitto un loft e lo avevo attrezzato con tutti i soldi che guadagnavo lavorando di notte negli hotel. Nessuno sapeva che ci vivevo in quel posto e che il divano era anche un divano letto. Filippo girava i video, usava sempre la sua videocamera, che gli era costata un occhio della testa. E Paco, che era il più esperto, ci aiutava a mettere insieme e a revisionare il materiale con i programmi di foto ritocco.

Il progetto più grosso è stato un cortometraggio tratto da un mio testo, intitolato La otra cara de las dos mitades (L’altra faccia delle due metà). Un lavoro che ci ha impegnati per molti mesi e che ha coinvolto, oltre a Roberto come protagonista, diversi attori professionisti presi direttamente da Città della luce, il centro studi di Alicante (città che nel romanzo ho chiamato San Juan).

Proprio quando il film era pronto e non ci restava che presentarlo a un concorso, la borsa con tutto il materiale e con il mio computer mi è stata rubata e non ho saputo più nulla né del cortometraggio né dei miei collaboratori. Avrei scoperto dopo anni che la mente geniale e malvagia era Paco. Il povero Filippo era solo un morto di fame comprato forse con qualche centinaio di euro dal vecchio fotografo di Murcia per consegnargli tutto il materiale.

Da allora porto sempre una chiave usb appesa al collo perché sono ossessionato dal pensiero di perdere di nuovo tutto il mio lavoro come è successo quella volta.

Ma la mia domanda – e la ragione di questo post – è: perché Filippo e Paco non hanno più dato loro notizie? e che ne è stato del mio cortometraggio? Solo Roberto ha risposto quando l’ho chiamato un paio d’anni dopo la mia partenza e non mi ha saputo dire nulla, ormai aveva perso le speranze. Mi ritrovo sempre a invidiare quelli che perdono le speranze, perché io non ci riesco.

I dettagli sono tutti spiegati nel romanzo; non è per raccontare di nuovo la storia che sono qui oggi, ma per fare un appello – giacché in questo periodo siamo in vena di appelli – e scoprire se queste mie domande saranno inutili o se arriveranno all’orecchio di quei due figli di puttana.