La morte di Jo Cox, immolata per una democrazia che non esiste

Assassinata dal fanatismo politico, la deputata laburista inglese lottava per le uguaglianze sociali e per la difesa del valore dell’immigrazione.

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È morta un’ora dopo essere stata accoltellata e sparata, la deputata laburista inglese Jo Cox. L’aggressore si chiama Thomas Mair, un “solitario, con un passato di malattie mentali”, secondo le prime dichiarazioni dei giornali inglesi.

Diverse coltellate e due colpi di pistola in un paesino del Leeds. La parlamentare 41enne, madre di due bambini, una “star”, come l’ha definita il primo ministro Cameron, ha pagato il prezzo di una lotta che per molti è già persa: quella per una democrazia, a favore dell’immigrazione e dei diritti dei cittadini, qualunque sia l’origine, il credo o il colore della pelle.

Helen Joanne “Jo” Cox credeva in valori di questo genere, come si legge già in qualche tweet, altare sacro ormai se si vuole comunicare ciò che si prova. Il primo ministro David Cameron e il leader del Partito Laburista, Jeremy Corbyn, lo hanno già fatto. 130 caratteri per sollevarsi da ogni questione morale e obbligo verso i parenti della vittima, cui una volta si faceva visita con il caffè.

Alcuni testimoni avrebbero sentito urlare “Britain first”, un omaggio che l’attentatore avrebbe fatto al partito di estrema destra inglese, contro l’immigrazione. Quella stessa immigrazione in cui Cox ritrovava la ricchezza di un paese. “Non importa di che nazionalità – aveva dichiarato parlando dei rifugiati siriani – qualsiasi immigrato ha apportato valore al nostro paese”.

La politica dell’odio

Pochi leader politici hanno parlato in questi termini, riconoscendo nell’immigrazione un valore e non una minaccia. Lo ha fatto José Mujica, ex presidente dell’Uruguay, del quale tutti hanno parlato quando era ancora calda la novità della sua visione stoica della felicità. La maggior parte dei suoi colleghi, invece, prima di azzardare una dichiarazione del genere ci riflettono bene ponderando tutte le conseguenze e le influenze su quella parte di elettori che, purtroppo, la pensa ancora come il 52enne che ha aggredito e ucciso Jo Cox.

La visione xenofoba della maggioranza dei cittadini europei (recenti statistiche dimostrano che la maggioranza degli europei è a favore della chiusura delle frontiere) è indotta da molte politiche di destra, neanche a dirlo. Front National in Francia, Lega Nord, il Partito della Libertà austriaco, Donald Trump, o tutti coloro che in generale traggono vantaggio dall’odio anziché dall’amore.

La politica dell’odio continuerà a nutrirsi di morti assurde come questa. Jo Cox non sarà l’ultima donna immolata con la sola colpa di difendere valori democratici.

Chi ha detto che la democrazia non esiste?

Paul Mason, giornalista del Guardian, in un articolo tradotto dall’Internazionale della scorsa settimana, scriveva: “L’UE non è e non può essere una democrazia – e continuava – ci sono troppe logiche di mercato e monetarie da rispettare, un sistema favorevole alle grandi aziende monopolistiche, le élites e il crimine organizzato”. In conclusione, Mason spiegava che “questo capitalismo liberale frutto di un’unione monetaria sempre più stretta è molto simile a un nuovo fascismo”.

Dopo la conferma della morte di Jo Cox da parte della polizia, le fazioni politiche britanniche hanno deciso di sospendere la loro corsa verso il Brexit, il referendum che deciderà se uscire o meno dal’Unione Europea. Ora i giornali di mezzo mondo si stanno domandando se quest’avvenimento peserà sul referendum e soprattutto da quale lato.

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