Pistole e ‘pistolini’ nell’Università di Stato del Texas

La National Rifle Association è orgogliosa di annunciare che dal 1 agosto l’Università di Stato del Texas ha applicato una nuova legge che si chiama “Campus Carry”. Chiunque disponga di un training di 4 ore e di una precisione di tiro del 70% ha diritto a un porto d’armi regolare e a tenere la sua pistola o il suo fucile sempre con sé, anche durante le lezioni.

images (4)Molti professori sono insorti contro la decisione del governatore repubblicano Greg Abbott, che ha ben pensato di fare cosa gradita ai nostalgici scegliendo l’anniversario della sparatoria del 1 agosto 1966, in cui l’ex Marine Charles Whitman, proprio dal campanile dell’University of Texas sparò sulla folla e uccise 17 persone. Il governatore – che probabilmente non è molto dotato e colma così le sue disfunzioni – sostiene che, se gli studenti avessero avuto un’arma, si sarebbero potuti difendere.

Steven J. Friesen è il portavoce di un’associazione di professori che ha citato in giudizio lo Stato del Texas e si sta opponendo fermamente all’introduzione di armi da fuoco nei campus universitari. Oggi sono 8 gli Stati in cui agli studenti è permesso portare armi nei campus. Friesen sottolinea che, oltre ad aver un forte valore anti etico, la legge rischia di essere adottata anche in altri Stati.

Dal 2009 in Texas si discuteva dell’abolizione di regolamenti che impedissero l’introduzione di armi da fuoco nelle università. Molti genitori affermano che per difendersi da un attacco armato bisogna essere armati e sapere che il proprio figlio se ne va in giro con una pistola addosso li tranquillizza. Molti altri sostengono invece che la presenza di pistole e fucili nelle università non può che essere un pericolo, soprattutto se si considera che gli studenti attraversano una fase della vita molto delicata e molto instabile, soggetta a difficoltà emotive e psicologiche, un periodo che precede l’età adulta, in cui fanno – e devono fare – molti errori, errori che servono a imparare come diventare persone migliori.

Questi stessi errori, con la consapevolezza che chi ti siede accanto potrebbe avere una pistola nella tasca, perderebbero il loro significato? Il rischio che un bicchiere di troppo alla festa del sabato sera scateni una rissa a colpi di pistola con decine di morti reprimerebbe quella legittima e necessaria voglia di scaricare le frustrazioni accumulate durante la settimana? Che cosa succede in realtà quando si dà una responsabilità così grande – come quella di possedere un’arma da fuoco – a un ragazzo o una ragazza tra i 17 e i 23 anni?

Le università dovrebbero rappresentare il luogo in cui i giovani formano il proprio carattere e si costruiscono uno spirito critico: la presenza di oggetti di morte e di violenza li aiuterà a raggiungere questi obiettivi?

E poi, cari ragazzi, non lo sapevate che chi ama esibire una pistola, in realtà, lo fa perché ha qualche problemino col suo pistolino!