Peppa Pig e i suoi amici vietati ai bambini cinesi

Il South China Morning Post, di proprietà del colosso dell’e-commerce cinese Alibaba, ha appena fatto sapere che il governo cinese ordinerà di diminuire drasticamente la pubblicazione di letteratura illustrata per bambini proveniente dall’estero, per “limitare l’influenza di culture straniere”.

Limitare l’afflusso e lo scambio di culture è chiaramente un atteggiamento restrittivo e di stampo dittatoriale. A pagare le conseguenze di questa enorme operazione commerciale purtroppo saranno i bambini. Succederà quanto già accaduto nelle università cinesi, dove da tempo sono favoriti ai testi stranieri quelli che promuovono i dogmi comunisti.

Secondo il South China Morning Post, più di 40.000 libri illustrati per bambini sono stati stampati nel 2016 in Cina, e di questi i più venduti sono di autori americani o inglesi, come Winnie-the-pooh, o Pete the Cat di Eric di Litwin, Josh’s Smiley Faces di Gina Ditta-Donahue, o I Don’t Know Why … I Guess I’m Shy di Barbara Cain. Vietare la pubblicazione dei titoli più amati non solo colpirà gli enormi introiti delle case editrici straniere che hanno venduto i diritti a quelle cinesi, ma favorirà ancora una volta la politica di chiusura che in una forma o nell’altra si sta diffondendo in diversi paesi in tutto il mondo.