5 Maggio, Giornata nazionale contro la pedofilia

Il 5 maggio si celebra la Giornata nazionale per la lotta contro la pedofilia. Il Telefono Azzurro, al fine di “sensibilizzare e prevenire”, pubblica ogni anno i dati degli abusi sui minori, sempre più allarmanti; e denuncia la mancanza di “un monitoraggio sistematico da parte di organi istituzionali”.

La parola chiave è denunciare. Bambine e bambini che leggete queste righe, sappiate che potete confidarvi con la persona di cui vi fidate di più e raccontarle tutto ciò che vi sembra strano, innaturale. E se questa persona è difficile da trovare, potete telefonare all’ 1.96.96, il numero del Telefono Azzurro, attivo 24 ore su 24. (Dal 2010 esiste anche una chat online). C’è sempre qualcuno disposto ad ascoltarvi.

Secondo il Ministero della Gustizia e il Dipartimento anticrimine, negli ultimi anni in Italia c’è stato un aumento allarmante dei casi di pedofilia. Le ragioni sono da ricercare, da un lato nell’aumento spropositato e fuori da ogni controllo, dell’accesso a qualsiasi materiale pericoloso per un minore, dai videogames in cui si ammazzano professori e si seviziano compagne di classe, alle chat di cui i pedofili si servono per i primi adescamenti, prima di passare a un incontro fisico; e dall’altro, alla lentezza con cui nelle scuole si stanno diffondendo corsi di educazione sessuale e di sensibilizzazione a tali pericoli.

Senza un’adeguata istruzione, infatti, come possono bambine e bambini riconoscere un individuo potenzialmente pericoloso? Senza considerare, poi, il bigottismo di molte famiglie cattoliche, in cui raramente si parla in maniera esplicita della sessualità e di tutte le insidie che nasconde.

Dai dati Istat, risulta che 7 bambini su 10 navigano in Internet senza alcun controllo e nella maggiorparte dei casi è proprio attraverso siti e chat che cadono nelle insidie dei pedofili.

Nel 2016 i bambini vittime di maltrattamenti e violenze in USA sono stati circa 702.000. Nel 79% dei casi è coinvolto un genitore. Le indagini dell’INTERPOL hanno inoltre documentato un costante aumento di materiali pedopornografici online, soprattutto immagini di bambini e adolescenti scattate a se stessi e condivise con smartphone e tablet. In Italia succede lo stesso. Ma a postare le fotografie di minori, non sono solo i minori stessi, ma soprattutto i genitori, spinti dalla gioia di condividerle e ignari del pericolo cui espongono i propri figli.

Inoltre, in Italia, come si legge sull’ultimo rapporto del Telefono Azzurro, “è ancora in via di definizione la messa in atto di un monitoraggio sistematico da parte di organi istituzionali, che consenta di avere un quadro aggiornato, complessivo ed esaustivo della portata del fenomeno dell’abuso sessuale nei confronti dei bambini e adolescenti”.

L’ambiente ecclesiastico è tra i più inquinati. Secondo l’ANSA, si registrano circa 600 denunce l’anno e “negli ultimi 10 anni sono stati espulsi più di 900 preti da Città del Vaticano”.

Una recente inchiesta di Mediapart, giornale nazionale francese, in collaborazione con Cash Investigation, ha messo a nudo la tecnica di “esfiltrazione” (ovvero, allontanare dai riflettori i responsabili di violenze) da parte della Chiesa cattolica: 39 uomini di chiesa avrebbero perpretato per anni abusi su almeno 339 minori sotto la copertura di 25 vescovi (dei quali 5 ancora in carica). Sui giornali italiani, questa inchiesta è passata inosservata.

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