Generazione 2.0 – Figli di una primavera delusa

Un’illustrazione di Virgilio Colicino

Mentre 28 milioni di persone in Italia (il 47% della popolazione) sono “social” e si affannano ad apparire, Annalisa Miceli e Elvira Sessa hanno scelto di essere.

Parlo a te, adulto rincretinito dai social network, non ai giovani, che sono diventati il capro espiatorio per giustificare e coprire te. Ti sei mai chiesto dove ti porterà la tua corsa frenetica, ossessionato dalle icone colorate su quello schermetto? Se non hai avuto il tempo di farlo, te lo spiegano le autrici di Generazione 2.0 – Tra centro e periferia (L’ArgoLibro editore – con illustrazioni di Virgilio Colicino), che hanno avuto invece la lucidità necessaria per capire e raccontare le insidie del mondo digitale.

Tu e i tuoi “amici” avete “gli occhi bucati”, siete poveri “angeli sbudellati”, parafrasando le autrici. Cosa puoi fare per smettere di vivere online? Anzitutto iniziare a leggere.

Leggere è quella strana cosa che incomincia con “c’era una volta” oppure con “capitolo uno, due, tre” e così via, dall’alto al basso, e da sinistra a destra. Tu lo hai dimenticato, ma è più divertente di scattarti migliaia di selfie al giorno entrando a far parte delle tristi statistiche che si trovano dal giornalaio al posto delle buste sorpresa. Te le ricordi, le buste sorpresa? Quanta curiosità prima di aprirle. Dove è finita quella curiosità? Perché non ridi più e se lo fai è solo per mostrarti bello, bella, eccellente, nell’ennesimo autoscatto da condividere con gli “amici”?

L’ArgoLibro – Libreria indipendente e casa editrice – Agropoli (Salerno) – Via Lazio, 16

Noialtri, romantici disillusi, nel frattempo, con il vecchio analogico in fondo allo zaino, sappiamo viaggiare senza pagare il biglietto, e quando arriviamo, dopo aver svoltato l’ultima pagina, eccoci qui, più ricchi e più consapevoli. E capaci di esprimere quello che abbiamo in testa trasformandolo in parole e non in versi gutturali come i tuoi. Hai paura della parola perché nasconde la verità, non è così? Mentre tu hai deciso di vivere dietro un monitor, dove puoi raccontare e raccontarti un sacco di balle.

Lasciamo pure che le “scalate di potere giochino di notte al peccato della superbia che non tollera la verità”, che importa! La 2.0 dopotutto è soltanto una generazione di ragazzi e ragazze che non hanno alcuna colpa, figli inascoltati di una “primavera delusa”, di adulti che fuggono la loro infelicità rifugiandosi nella tecnologia. L’essere umano per fortuna è infinito ed è sopravvissuto a crisi morali e culturali ben peggiori. Supererà anche questa.

Ecco la mia non-recensione a questo prezioso volumetto, che dovrebbe già essere nella tua libreria, non solo per le questioni di cui ti ho appena parlato, ma anche per l’assoluta eleganza con cui le poesie e i racconti sono scritti. E infine perché il libro è stato pubblicato dall’ArgoLibro, una piccola libreria/casa editrice/caffè letterario indipendente, che va senz’altro sostenuta.

(Per info e ordini: largolibro@gmail.com. Per contattare gli autori: lisapoetry@virgilio.it; sessaelvi82@gmail.com; virgilio.colicino@alice.it)

Un pensiero riguardo “Generazione 2.0 – Figli di una primavera delusa

  1. Sono completamente d’accordo sul fatto che chi si tuffa sui social dedicando tutto il tempo che ha piuttosto che coltivato sviluppando relazione basate sulla comunicazione reale confrontandosi con la verità che circonda le nostre vite , chiaramente è un modo di fuggire dal proprio se. Evitando i rapporti diretti tanti credono di riuscire ad allontanare le paure che travolgono la nostra personalità, la nostra vera identità riuscendo a falsificare ciò che si è da ciò che gli altri vorrebbero vedere e alla fine si entra nel vortice della dipendenza telematica come una malattia. Fino a non riuscire a farne più a meno.

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