KINDO, “provocatorio fino all’eccesso”

di Manuela Gatta

 

Frank Iodice racconta la folle vita di uno scrittore o scrive, si potrebbe ugualmente dire, un pericoloso manuale di istruzioni per diventarlo. Kindo, questo il titolo del romanzo, è provocatorio fino all’eccesso, che il lettore lo sappia: che nessuno si lasci ingannare dall’affascinante e irresistibile Jean Rossignol, il protagonista di questo straordinario romanzo.

Dal farvi accomodare in un Caffè dalle tende color arancio a Nizza, la penna di Iodice vi condurrà in una storia intrisa di mistero e sensualità, al limite talmente sottile tra normalità e follia.

Rossignol è un uomo che ammalia le donne e ne resta allo stesso tempo talmente vittima, da non provare neanche per una volta a non cedere alle loro tentazioni. Ha lavorato come cameriere, è stato ingaggiato come fotografo, ha rivestito anche il ruolo di marito e di eterno seduttore.

Tutti “sacrifici” che a Jean sono serviti solo per trovare, nella sperimentazione della realtà, un finale incredibile per il suo romanzo. Uno scopo altissimo, nobile, ma che gli ha fatto pagare un prezzo altrettanto alto: quello della follia, che lo perseguita e fa compagnia al lettore in ogni pagina. Ma tutto appare inutile, nessuna di queste esperienze è riuscito ad aiutarlo, neanche per la creazione del suo film in Spagna.

È per questo che una mattina lascia il letto caldo di Jacqueline, sua compagna da quasi due anni, per imbarcarsi su una nave che non sa neanche dove lo porterà, ma Jean è ancora perdutamente convinto che solo aggrappandosi alle vele dell’albero maestro troverà il gran finale.

Un personaggio eclettico, amato e odiato anche contemporaneamente, ma che risulta sempre irresistibile. E lo è anche per Marcel Fontaine, il suo editore di Nizza al quale ha inviato i primi capitoli di un libro incompiuto, e che Jean chiama da qualunque parte del mondo egli si trovi, tormentandolo solo per sapere se gli è piaciuto il materiale inviato.

Magistrale il momento dello sconcerto da parte dell’editore, che altri non è che un medico psichiatra dedito all’editoria quanto esperto conoscitore di folli, quando stanco dei ripetuti messaggi lasciati da questo misterioso autore, decide di rispondergli personalmente. In quel momento Fontaine riconoscerà dall’altro lato del telefono una personalità, quella di Jean, talmente affascinante da indurlo a lasciare la Francia per scoprire quale mistero ci sia dietro.

Per svelarlo il medico dovrà per prima cosa liberare il suo autore, che è del tutto ignaro di come sia arrivato e di come si trovi, in un convento di suore riadattato in istituto per disturbi mentali. Un segno del destino per il dottor Fontaine oppure l’inizio per Jean del gran finale tanto atteso?

–Manuela Gatta (editor)

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