biografia

Sono nato a Napoli, una delle più antiche metropoli del Mediterraneo, da cui ho ereditato culture millenarie. Napoli rappresenta il mistero più profondo della mia esistenza. E ho vissuto in diverse città europee e statunitensi, alla ricerca costante di una risposta ai tormenti tipici di ogni animo libero.

Ho iniziato a lavorare con le parole quando avevo dodici anni seguendo mio padre nelle redazioni dei giornali della mia città. Si lavorava gratis. Si regalava la propria passione con l’abbondanza dei gamberi nelle nasse: non si poteva contare, ma si sentiva bene il peso. Mio padre scriveva solo con gli indici, il rumore di quelle prime tastiere semi automatiche risuona ancora nella testa ogni volta che mi siedo alla scrivania. Sono cresciuto rifugiandomi nella lettura, amando autrici e autori, soprattutto sudamericani, che in un modo o nell’altro mi hanno cambiato la vita. Ho ereditato decine di libri in lingua originale da mio nonno, soprannominato Lo Scopritore d’America, emigrante in Venezuela, paese in cui è nata e cresciuta mia madre; da bambino giocavo a riscriverne il finale, leggevo le versioni in spagnolo o in francese e poi quella in italiano. Mi piaceva perdermi nelle tante sfumature linguistiche che potevano rendere una stessa immagine.

Dopo gli studi universitari, ho deciso di partire per gli Stati Uniti e ho fatto i mestieri più disparati, il cameriere e il lavapiatti, a Miami, il custode notturno (un lavoro che faccio tuttora, l’unico che mi permette di “fregare” il sistema), poi l’autista di un vecchio poeta cieco, a Siviglia, il cartello umano a San Diego, in California, il controllore di volo, poi ho insegnato italiano e tenuto conferenze nelle università, ho lavorato a bordo di navi cargo e da crociera e visitato molti paesi, i Caraibi francesi e americani, le isole del Mediterraneo, l’Uruguay, l’Argentina, alla continua ricerca di nuove storie. Ho cambiato mille lavori e rinunciato a altrettante allettanti carriere. In altre parole, ho sempre lavorato per pagare l’affitto e sopravvivere mese dopo mese, ma anche -e soprattutto- per imparare a raccontarlo.

Il mio legame con l’Italia è diventato col tempo un legame linguistico: a volte ho l’impressione di vivere nella lingua, che trasformo e investigo attraverso i miei personaggi.

Scrivo perlopiù di antieroi, come il commissario plurirattoppato e nemico delle istituzioni, Antonino Bellofiore; l’anziana prostituta e filosofa di strada, la Signorina Rosario Rossi; il vecchio marinaio Pancrazio Farabosc, scappato da una casa di riposo a ottantasei anni; o il dottor Giovanni Marealto, un cinico e sprezzante cardiologo che ha scoperto come funziona “la meccanica dei sentimenti”. Individui marginali che lottano per dare un senso alla loro esistenza e alle loro sfortune, e cercano a fatica uno spazio nel mondo, un mondo in cui “gli idioti possono rivelarsi i più geniali e astuti di tutti”.

Ho scritto 15 romanzi e 2 raccolte di racconti. Alcuni miei libri sono stati pubblicati da bravi editori, appassionati e coraggiosi nell’investire su di me anche se non faccio video demenziali su Youtube e non mi scatto foto con il sindaco uscente del mio paese. Altri sono diffusi gratuitamente nelle scuole da Articoli Liberi, una piccola associazione culturale nata dalla passione -e dalla follia- di un gruppo di amici, convinti, come me, che dopo essere stati stampati, i libri debbano essere messi davanti alle scuole, in quelle piccole casette di legno con le porticine anti pioggia, e i bambini e le bambine debbano avere libero accesso a tutte le copie che vogliono.

3 romanzi e molti racconti sono ancora inediti. Anche le mie poesie sono inedite, ma quella è una mia scelta.

Sono contrario all’editoria a pagamento, non solo per una questione etica, ma per il totale caos che ha gettato su questo campo.

Queste foto, me le ha scattate il mio amico Marek Fogiel.

Amo la letteratura latinoamericana e il realismo magico. Ho tradotto per passione diversi romanzi di autori e autrici sudamericani; passo intere nottate a scrivere e tradurre mentre lavoro come custode. Tradurre ti insegna a scrivere con più modestia. E nel lavoro che faccio oggi ritrovo la magia scoperta da bambino nei vecchi libri di famiglia che conservo qui accanto a me.

Vivo tra la Francia e gli Stati Uniti da quando avevo vent’anni; da ottobre scorso, la mia compagna di viaggio, mia figlia ed io ci siamo stabiliti in un paesino a circa un’ora da Lione.

I miei romanzi e molti racconti sono ambientati a Parigi, Nizza e Marsiglia. Mi dedico con passione e costanza alla mia attività letteraria, scrivendo e leggendo per almeno dieci ore ogni giorno, anzi, ogni notte. E riscopro di continuo la bellezza delle piccole cose insieme a una bambina meravigliosa che si chiama Matilda Iodice.

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Se hai intrapreso da poco questa carriera, mi sento di darti soltanto un consiglio: non fidarti di nessuno e continua a scrivere. Quando senti che non puoi farne a meno, quando tutto il resto non ha importanza e soprattutto quando senti di avere qualcosa da dire, dilla!, fregatene delle stronzate che ti racconteranno i faccioni della TV e i loro seguaci, delle regole che inventano nelle scuole di scrittura, delle misure che prendono con il metro a Dio solo sa cosa, e anche dei cattivi consigli di chi ti ama, perché, purtroppo, neanche chi ti ama può sapere qual è il solo consiglio che dovrebbe darti. Perché scrivere è un lavoro che ti obbliga a cercare le certezze solo nelle tue mani. Le mani degli altri possono servire a tante altre belle cose, ma non a questo.

f. i. Marzo 2019

2 pensieri riguardo “biografia

  1. Con la modestia che lo caratterizza, Frank ci sta dando una lezione di vita.
    Sono fortunato ad averlo come amico.

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