La politica del maiale

donald junior trump
Donald Trump colto in un momento di raccoglimento

A causa di un imprevisto scambio di cabine, gli interpreti si sono sbagliati a inviarmi la traduzione del discorso di insediamento di Trump (nel ritratto a sinistra). Per rimediare, mi sono affidato a un traduttore automatico, ma non garantisco nulla!, l’inglese è una lingua così difficile, e io non sono ancora capace di cogliere tutte le sfumature usate da una persona così colta e preparata.

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Dieci metodi sicuri per pubblicare il tuo romanzo in Italia

1. Scrivi un bel romanzo.

2. Assicurati che a ritenerlo bello non sia un membro della tua famiglia, un tuo dipendente, il tuo capo, il tuo innamorato, il tuo amante e così via.

3. Assicurati che un membro della tua famiglia, un tuo dipendente, il tuo capo, il tuo innamorato, o il tuo amante lavori in una casa editrice.

4. Scrivi un romanzo bruttissimo, ma chiedi a uno sveglio di progettare la copertina, e a un altro ancora più sveglio di scegliere un bel titolo.

5. Non criticare la Chiesa, oppure, se lo fai, falla sembrare una critica costruttiva, come nei film della Rai.

6. Non inviarlo a tutti gli editori contemporaneamente. Fingi di vivere con assoluta devozione il magico momento in cui ti rivolgi a uno solo di loro, come quando cerchi lavoro.

7. Sii anche cinico e acquisisci quel distacco necessario per scrivere in maniera obiettiva e non farti coinvolgere dagli avvenimenti. L’ossessione per la perfezione è peggio dell’amore molesto.

8. Scegli un argomento alla moda, di cui stanno parlando tutti i giornali e, se puoi, cita anche un giornale, ma vedi il punto 6 per quanto riguarda la scelta della testata.

9. Non ridurti a scrivere decaloghi sul tuo blog: sarebbe pietoso.

Le facce del romanzo

le facce del romanzoCi sono tante regole che proveranno ad applicare alla tua storia, la faranno a pezzi e li analizzeranno ad uno ad uno, troveranno misure e le prenderanno dove tu non avresti mai immaginato, la divideranno e la taglieranno perché i loro lettori sono diversi dai tuoi e hanno esigenze diverse, bocche diverse, occhi diversi, forse non hanno neanche gli occhi, ma solo soldi da spendere, o dei loro occhi non importa più nulla a nessuno, o forse gli occhi ce li hanno e preferiscono buttarli dove fa più comodo a loro, perché ad attirarli nelle trappole colorate dietro le vetrine sono bravi, là fuori, sono bravissimi, mentre tu continui a parlare a gente vera, con occhi e bocche, e anime, da qualche parte nei calzini o nelle mutande, gente che forse ci prova a leggere una storia senza chiedersi chi l’ha scritta, senza toccare la plastica profumata sulla copertina, una storia fatta di carta e parole, e nient’altro. Ne faranno carne da macello – dicevo – della tua storia, decideranno qual è il momento in cui il protagonista vive un conflitto e come lo risolve, qual è il punto di non ritorno, quello in cui si svolta una boa e non si può tornare indietro perché ci sono i pescecani, ma anche i pescecani sono sazi di copertine colorate!, e poi, decideranno qual è il momento in cui il protagonista matura, quello è il più importante, perché, sempre secondo le loro regole, il protagonista di una storia non può essere la stessa persona all’inizio e alla fine della storia. Tu non badare a loro, loro non hanno facce, sono soltanto numeri, sì insomma, zeri, euro, ecco, e non hanno lingue e sudore che si intrecciano nella bocca mentre leggono, forse non leggono affatto. Tu scrivi la tua storia ascoltando soltanto quella voce che te la detta e scegli la faccia della persona a cui vuoi raccontarla, immaginatela giovane, vecchia, luminosa o in ombra, purché sia unica, una faccia piena di rughe da cui tutt’al più puoi imparare tu stesso se sei abbastanza umile, o facce da pischelli ai quali sarai tu a insegnare qualcosa, se ne hai il coraggio. Quando scegli le facce del tuo romanzo, è sempre una questione di coraggio. Se ti manca quello, non farai altro che copiare le idee degli altri e non saprai mai quando ti beccano, perché prima o poi, puoi stare certo che ti beccano. Se scrivi alla persona che hai davanti e lo fai senza pensare a quelle regole di cui ti ho parlato adesso, la tua storia sarà unica e nessuno si sognerà di dirti che l’hai copiata, perché uniche sono le facce di un romanzo, come quelle che hai davanti agli occhi in questo momento mentre perdi tempo a leggere il mio articolo di scrittura creativa, invece di metterti al lavoro.

Discorso del nuovo Presidente degli Stati Uniti

Dopo un dibattito estenuante tra repubblicani e democratici, durato settantadue ore, è stato eletto a sorpresa il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. Una settimana prima delle elezioni ufficiali, la maggioranza (99% dei deputati) ha sbattuto fuori i due candidati, Hillary Clinton e Donald J. Trump, e ha tolto loro il permesso di fare politica per i prossimi vent’anni. Al loro posto è stato scelto il candidato del Partito dell’Amore, Gigi King, discendente di una famiglia emigrante di artisti inglesi.

Le votazioni si sono svolte durante il weekend di Halloween. Sono state distribuite ai cittadini tre caramelle: rossa per Trump, blu per Clinton e bianca per King. Poi c’è stata la raccolta porta a porta nei secchielli con il consueto rito ‘dolcetto o scherzetto’ e i risultati sono stati sorprendenti: le caramelle bianche hanno vinto con uno scarto del 90%. (Nelle rosse sono stati trovati biglietti da dieci dollari).

Mr. King (nel video in basso) si è presentato sullo scenario politico con modestia e pragmatismo. Nel suo discorso di insediamento ha affermato di non voler accettare un incarico da dittatore e ha utilizzato delle metafore per evitare di essere denunciato. Ad esempio, ha usato la parola macchine al posto di computersoldati invece di cittadini. Ha accennato all’attuale chiusura delle frontiere e all’odio che sta dividendo gli esseri umani. E ha anche fatto riferimento alla Sylicon Valley quando ha parlato di dittatura e di perdita della volontà; in altre parole, del furto della nostra democrazia da parte di mercenari al servizio del capitalismo più spietato e interessati esclusivamente all’arricchimento di poche aziende come Google, Apple o Facebook, che oggi controllano il pianeta (e questo più o meno lo aveva già detto George Orwell nel 1948).

Il discorso di Gigi King – ci rivelano le fonti – è stato in realtà riciclato da una vecchia conferenza tenuta da suo nonno nel 1940, ma è ancora di grande attualità e per questo merita di essere diffuso.

Quella che segue è la versione integrale. La proponiamo in esclusiva, prima che venga censurata dai programmi automatici di rimodulazione della verità, come Whatsup (World’s Highest Ambition To Support a Unique Prose); o Gmail (Generic Massive Addiction for a Inhuman Language).

La trascrizione in italiano è in basso.

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Matteo e l’uccello incantato

Stamattina il piccolo Matteo è uscito con il suo telefonino e ha deciso di riprendere le bellezze della natura urbana di Milano. Ha passeggiato per tutta la mattinata, è passato per il Duomo, per il Castello Sforzesco, poi è arrivato fino alla stazione e si è fermato nei giardinetti per bere un po’ d’acqua fresca che si era portato nello zainetto. Ed è stato lì che Matteo ha visto l’uccello incantato e gli è scivolato il dito sullo zoom.

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Caro Beppe Severgnini

bsevGent.mo Severgnini, il 27 aprile ha scritto un pezzo sul Corriere sull’incontro tra Trump e Salvini giocando sulla falsa riga del “matrimonio”.
Molto divertente, ma non posso fare a meno di notare la somiglianza con un mio post pubblicato lo stesso giorno (almeno 6 ore prima; conti la differenza di fuso orario Usa-Ita) ma in inglese.

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