Peppa Pig e i suoi amici vietati ai bambini cinesi

Il South China Morning Post, di proprietà del colosso dell’e-commerce cinese Alibaba, ha appena fatto sapere che il governo cinese ordinerà di diminuire drasticamente la pubblicazione di letteratura illustrata per bambini proveniente dall’estero, per “limitare l’influenza di culture straniere”.

Limitare l’afflusso e lo scambio di culture è chiaramente un atteggiamento restrittivo e di stampo dittatoriale. A pagare le conseguenze di questa enorme operazione commerciale purtroppo saranno i bambini. Succederà quanto già accaduto nelle università cinesi, dove da tempo sono favoriti ai testi stranieri quelli che promuovono i dogmi comunisti.

Secondo il South China Morning Post, più di 40.000 libri illustrati per bambini sono stati stampati nel 2016 in Cina, e di questi i più venduti sono di autori americani o inglesi, come Winnie-the-pooh, o Pete the Cat di Eric di Litwin, Josh’s Smiley Faces di Gina Ditta-Donahue, o I Don’t Know Why … I Guess I’m Shy di Barbara Cain. Vietare la pubblicazione dei titoli più amati non solo colpirà gli enormi introiti delle case editrici straniere che hanno venduto i diritti a quelle cinesi, ma favorirà ancora una volta la politica di chiusura che in una forma o nell’altra si sta diffondendo in diversi paesi in tutto il mondo.

Dal Muslim Ban al Refugee Ban

Il nuovo Bando all’Immigrazione firmato da Donald Trump vieta l’ingresso negli Stati Uniti ai cittadini di Siria, Iran, Libia, Somalia, Sudan e Yemen. Escluso rispetto al precedente bando, l’Iraq, “un importante sostenitore alla guerra contro l’Isis” ha dichiarato la Casa Bianca. Il bando prendera’ effetto il 16 marzo. Il preavviso di 10 giorni, secondo Trump, permetterebbe di non creare lo scompiglio causato dal primo cosiddetto “Muslim Ban”.

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Politico si schiera da subito contro questa nuova decisione dell’amministrazione di Trump spiegando che, cosi’ come nel precedente ordine esecutivo, anche questa volta si violano i diritti basilari dalla democrazia. L’esclusione dell’Iraq da questo secondo ordine non ne fa una legge tollerabile per un paese fondato finora sull’accoglienza e sul valore dell’immigrazione. Un paese costruito dagli immigrati.

Anche questa volta il blocco vietera’ l’ngresso di cittadini provenienti dai paesi di una lista, come la lista dei cattivi, ma esclude i detentori di green card. E’ stata inoltre abolita la misura che dava accesso a poche minoranze religiose, come quella cristiana. L’AGI riferisce che questo sarebbe il motivo per cui il precedente bando, annulato grazie al ricorso della Corte Federale di San Francisco, era definito “Muslim Ban”.

Peter Spiro, professore di diritto della Temple University, ha dichiarato che queste modifiche rendono il decreto piu’ difficile da attaccare legalmente. L’idea che 300 potenziali terroristi appartengano a questi 6 paesi e l’esclusione delle minoranze religiose danno al bando sull’immigrazione piu’ “credibilita’”. Tuttavia, ci si aspetta che molto presto un altro tribunale lo faccia sospendere.

Becca Heller, dell’ International Refugee Assistance Project, ha manifestato l’intenzione di far bloccare il nuovo ordine prima che prenda effetto giovedi’ prossimo.

Una manifestante durante una marcia presso la Florida State University

Il rischio che si corre e’ che i cambiamenti a questa misura, pur sempre restrittiva e contro i principi democratici di rispetto per i diritti umani, la facciano passare in sordina sulle maggiori testate leggittimando un comportamento del genere da parte di uno dei paesi piu’ potenti e influenti come gli Stati Uniti. E che sul suo esempio, anche in Europa si adottino misure del genere, fondate sull’assurda convinzione che tutti i cittadini dei paesi bloccati siano potenziali terroristi.

I due bandi rimangono infatti sostanzialmente simili, con l’eccezione per chi gia’ possiede una green card e si trova fuori dagli Stati Uniti e non sara’ costretto a rimanerci per 120 giorni, come e’ successo nel primo caso. E anche la discriminazione per i cittadini musulmani, che sembrerebbe superata, rimane in realta’ al centro della retorica trumpista secondo l’assioma dei populisti: “tutti i terroristi sono musulmani, tutti i musulmani sono terroristi”. Di conseguenza, anche se il nuovo bando si presenta con una nuova veste, nasconde sotto la sottana lo stesso messaggio razzista e xenofobo dell’attuale amministrazione statunitense.

I cittadini americani a favore dell’accoglienza dei rifugiati hanno gia’ organizzato il mese scorso manifestazioni di protesta contro il “Muslim Ban” e sfilato in tutto il paese. Importanti universita’ come la Berkeley,  o grosse aziende della Silicon Valley, come Google, hanno sottolineato l’incostituzionalita’ di un tale programma di discriminazione legalizzata. Se il secondo bando prendera’ effetto, nuove proteste non si faranno attendere.

La Madonna di Medjugorie non è quella “originale”, parola del Vescovo Mostar Ratko Peric

A Napoli, quando ero bambino e andavo alle feste di Carnevale, si usava chiedere agli amichetti: il tuo costume è originale? E la risposta era a volte un saccente sì, è ovvio, è il costume originale del Corsaro Nero (come se fosse stato ritrovato dalla mamma o dal papà in un baule sotterrato in un’isoletta caraibica), oppure un modesto no, ma che dici?, è solo un costume di Carnevale. Quando eravamo bambini, in pratica, c’era già chi credeva nei miracoli e chi invece con più pragmatismo ammetteva i limiti della fantasia umana e accettava il gioco con razionalità. A Medjugorie, invece, a credere nei miracoli sono state 2 milioni di persone l’anno, e la loro fede ha fruttato alla Chiesa Cattolica (e alle organizzazioni che per essa lavorano) milioni e milioni di euro…

“Ci hanno scoperti! Meglio levare le tende!”

Nel 1993, l’investigatore Joe Nickell, aveva già spiegato nel libro Looking for a Miracle, che le presunte apparizioni della Madonna di Medjugorie erano una bufala e prive di qualsiasi fondamento teologico, come riconosciuto nei Miracoli con la M maiuscola, per dirla alla Troisi. Tomislav Vlasic, il francescano alla guida della parrocchia in cui appariva la Madonna, era sotto il mirino da un bel pò.

Papa Francesco, che francescano non è, ha incaricato un paio di esperti di indagare l’autenticità della Madonna dei Balcani e il risultato è stato sorprendente. Il vescovo Mostar Ratko Peric ha parlato, la sua dichiarazione è sull’Huffington Post: “La Madonna di Medjugorie è una figura ambigua (…) Questa non è la Madonna evangelica” (ovvero, non è quella originale).

Per cui, quando alla prossima festa di Carnevale i vostri bambini vi chiederanno se quello è il costume originale della Madonna, voi dite di sì. Non perché dobbiamo credere ai miracoli o cascare nelle insidie del Religious Marketing (che pure è una materia universitaria di tutto rispetto) ma perché è bello giocare tutti insieme allo stesso gioco, grandi e piccini, e dare al vestito della Madonna lo stesso valore ludico che si darebbe a quello del Corsaro Nero o quello delle Tartarughe Ninja alla riscossa.

La nuova Biblioteca 0-18 nasce a Cuneo

Il 31 marzo sarà inaugurata a Cuneo la Biblioteca 0-18, uno spazio unico dedicato ai bambini e ai ragazzi. Avrà sede nell’antico palazzo Santa Croce, ex ospedale della città e sarà una fusione della “Biblioteca dei Bambini e dei Ragazzi” di via Cacciatori delle Alpi, e la Biblioteca del “Progetto Adolescenti” gestita dall’Associazione “Amici delle Biblioteche e della Lettura”.

Una lettura nella Biblioteca per Ragazzi di Cuneo
Una lettura nella Biblioteca per Ragazzi di Cuneo

Lo spazio dedicato ai più piccoli, fino ai 4 anni, sarà arredato con grandi tappeti colorati e sedie e banchi “su misura”; ospiterà laboratori, letture e proiezioni. Le mamme e i papà avranno un “angolo relax” tutto per loro. Nelle aree dedicate alle altre fasce di età, gli ambienti saranno strutturati diversamente in modo da infondere nei ragazzi non solo l’amore per la lettura ma soprattutto quella sensazione di intimità riscoperta grazie ai libri stessi.

Al piano terra, 5 sale destinate alle esposizioni contemporanee; al primo piano, la biblioteca; al secondo piano, i fondi antichi della Biblioteca civica; e al terzo, un museo. Fondamentali per la riabilitazione dell’antico edificio Santa Croce, i fondi del Piano Integrato di Sviluppo Urbano e il lascito testamentario di Giulio e Vanna Ferrero.

L’apertura al pubblico è prevista per il 1 aprile. Le altre città italiane sono invitate a seguire l’esempio di Cuneo e dedicare maggiore spazio e risorse alla lettura, il patrimonio più prezioso che ci rimane per reagire e comprendere le attuali politiche di anti cultura.

La politica dell’odio che ci sta dividendo

Secondo la Amnesty International, il 2016 è stato il peggiore dagli Anni ’30 in termini di politiche definibili “noi contro loro”, in altre parole di retoriche populiste di politici che fanno gli interessi di gruppi ristretti ai danni della popolazione. Nel rapporto annuale, appena pubblicato, il Segretario Generale Salil Shetty ha dichiarato “Non possiamo più contare sui governi per proteggere i diritti umani, siamo noi a dover agire.”

Le politiche dell’odio, di cui ho già parlato, ci stanno dividendo, stanno infondendo in noi la convinzione che esistano cittadini di prima e di seconda classe, e che i confini geografici corrispondano ai confini razziali, linguistici o addirittura politici e religiosi. Continuare ad ascoltare la propaganda dei personaggi che affollano lo scenario politico attuale equivale a un suicidio, un suicidio del nostro intelletto e della nostra capacità di reagire, come cittadini e come esseri umani contro chi calpesta i diritti umani in nome della “sicurezza nazionale”, come sta succedendo negli Stati Uniti, ma anche in molti paesi europei. “Una politica aggressiva e divisoria è stata la base della retorica trumpista durante la campagna elettorale Usa, ma questa narrativa dell’odio, della paura e della divisione”, leggiamo sul rapporto della Amnesty International,” è stata adottata da molti altri paesi europei e del resto del mondo.”

La rana più piccola al mondo ci spiega come ci estingueremo

In una remota regione dell’India, nelle Western Ghats Mountains, un gruppo di scienziati ha scoperto una specie di rana piccola come la punta di un dito. La ricerca è durata 5 anni ed è stata pubblicata martedì sul Peer J Medical Sciences Journal. La Rana Notturna Indiana, che ha origini molto antiche, tra i 70 e gli 80 milioni di anni, ha misteriosamente deciso di riapparire e dire la sua sulla nostra evoluzione. Ascoltiamo direttamente dalla sua bocca quello che la ranocchietta mi ha raccontato quando gli scienziati me l’hanno presentata l’altra sera a casa mia…

Rana notturna indiana, risalente a 70 milioni di anni fa
La Rana Notturna Indiana, nata 70 milioni di anni fa, ha dichiarato che la specie umana si estinguerà molto presto.

Allora ranocchietta, ci vuoi raccontare cosa facevi di bello 70 milioni di anni fa? Me la spassavo, c’erano mosche in abbondanza e non esistevano ancora i pesticidi della Monsanto. E adesso, come mai hai deciso di saltare fuori, dopo tanto tempo?, dove sei stata?, che cosa hai fatto per tutti questi anni? Mi sono nascosta e ho osservato gli esseri umani, ho avuto un sacco di secoli per studiare la vostra evoluzione, mentre vi illudevate di essere l’animale più intelligente, noialtre vi abbiamo analizzato a fondo. E cosa avete dedotto? Che non solo non siete i più intelligenti, ma se guardiamo gli avvenimenti storici che vi siete lasciati via via alle spalle, capiamo che siete quasi certamente destinati all’estinzione. Estinzione?! Di più, all’auto estinzione. Che significa, ranocchietta, non capisco? Significa che l’essere umano è l’unica specie animale che non impara dai propri errori e continua a perpetrarli generazione dopo generazione; una volta convivevamo in armonia, ognuno era fedele alla propria natura e ammetteva i suoi limiti rispettando se stesso e gli altri, poi siete arrivati voi che -lo dovete ammettere- siete abbastanza ottusi in confronto per esempio al polipo. Cosa c’entra il polipo? Il polipo c’entra sempre, se non si è evoluto come voi non è perchè è meno intelligente, ma solo per una questione di anni di vita, altrimenti oggi ci sarebbero loro al posto vostro nei parlamenti o alla casa bianca. Lasciamo perdere, non farebbe molta differenza. Ad ogni modo, quando voi siete arrivati avete iniziato a distruggere tutto ciò che vi trovavate davanti, vegetazione, animali, fiumi, montagne, con l’arroganza di credervi i migliori sulla terra, tanto che noialtre ci siamo dette, cazzarola, se questi continuano così, tra un paio di milioni di anni non sarà rimasto un bel nulla! E invece? Invece qualcosa è rimasto, a pensarci bene, ed è per questo che siamo tornate in superficie e io adesso ti sto rilasciando questa intervista (Dimentichi le larve e le zanzare che ti sei fatta promettere. È vero, a parte le zanzare). Ma ti prego, ranocchietta, dimmi cosa si è salvato dalla nostra  arroganza! Mi dispiace Frank, si tratta di qualcosa che devi scoprire da solo, anzi, se adesso te lo dicessi, rovinerei anche quello…

Perché ho scritto Un perfetto idiota

Quello che segue è un estratto della lunga chiacchierata con Giuseppe Iannozzi, riproposta anche da Katia Ciarrocchi, su Libero Libro. Ringrazio entrambi per lo spazio che mi hanno dedicato, e ringrazio anche Gordiano Lupi, che in questo momento sta presentando il mio e gli altri romanzi de Il Foglio alla prima fiera del libro di Firenze, Firenze Libro Aperto.

copertina-un-perfetto-idiotaSi scrive un romanzo perché si ha qualcosa di importante o urgente da dire. Per me, Un perfetto idiota è una dichiarazione di umiltà: umiltà nei confronti di questo lavoro, nei confronti di me stesso come autore e soprattutto come cittadino. Spero infatti che leggere la storia di questo custode senza un nome, che non si prende mai sul serio, aiuti ogni buon cittadino a mettere da parte il proprio ego e iniziare a porsi le domande giuste per reagire a quella che io definirei l’attuale “politica dell’odio”.

La letteratura è sempre stata un vettore per capire le dinamiche del mondo in cui viviamo e imparare ad articolare le proprie opinioni in maniera chiara e empatica. È per questo che amo leggere ed è per questo che ho deciso di scrivere questo libro. Come ha detto il mio amico e collaboratore Antonio Maddamma, questo libro è, come tutti i libri, “un atto d’amore”.

Ho scritto Un perfetto idiota prima di partire per gli Stati Uniti, vivevo ancora in Francia, lavoravo in una casa di affidamento per minori vicino Marsiglia, nell’estate del 2015. La stesura della prima bozza è durata qualche mese di lavoro intenso e frenetico, tranne sotto la doccia, non mi sono mai fermato, neanche mentre dormivo, perché non dormivo, avevo bisogno di raccontare quello che mi stava succedendo, un’esperienza assurda: ero diventato all’improvviso una specie di papà di quindici bambini senza genitori, affidati a me dalle otto di sera alle otto di mattina.

Stavo lavorando come custode notturno vicino Marsiglia, e per caso una sera il mio capo invece di mandarmi nel solito albergo in cui me ne stavo a scrivere le mie storie indisturbato, ha deciso di mettermi in una casa di affidamento in periferia.

Era una struttura enorme, divisa in più settori, un posto isolato in cui una volta si tenevano le sedute spiritiche. C’erano ancora le statuette massoniche sparse dappertutto, alcune senza testa. Senza alcuna formazione mi sono stati affidati quindici bambini tra i 4 e i 10 anni.

I due educatori che smontavano dal turno pomeridiano mi hanno indicato l’armadietto dei medicinali, la cucina, la sala comune e mi hanno detto “Te la caverai, hai fatto un sacco di lavori,” prima di chiudersi dietro la porta con un chiavistello. Il mio compito era quello di controllare che nessun bambino scappasse durante la notte, a quanto sembrava, ma appena il primo è apparso in corridoio con le lacrime agli occhi perché gli mancava la mamma, ho capito che non era esattamente così facile come mi avevano spiegato…

Dopo quel periodo trascorso nella villa dell’Escarène, comunque, ho incontrato altre persone incredibili, don Vito Palladino; Cedril Morel, l’affascinante truffatore parigino; Ciepiela, il falsario polacco, tutti avevano un posto già assegnato nella mia storia, che così è diventata un romanzo.

Le politiche dell’odio

Credo che in questo preciso momento storico, a causa delle cattive amministrazioni politiche e dei loro enormi interessi intrecciati con le grandi compagnie come Google o Apple, ci siamo fatti convincere che è impossibile vivere senza tecnologia, come quando ci è stato insegnato che la Coca-Cola era la migliore bevanda al mondo nonostante ogni paese avesse la sua bevanda tradizionale. Non solo, sempre per colpa della “dittatura tecnologica” soffriamo anche di una strana “malattia dell’ego” e passiamo il tempo a guardarci allo specchio e scattarci foto da soli.

La storia di un uomo che non ha neanche un nome e mette sé stesso alla fine di ogni ragionamento, forse, può insegnarci a concentrarci meno su noi stessi e farci riscoprire la nostra vera bellezza apprezzando prima quella degli altri.

Il comportamento del custode è al limite della sottomissione morale; se ne frega di sé stesso al punto di rinunciare alla propria felicità, ma allo stesso tempo, tra tutti i personaggi di questa storia, lui sembra l’unico ad avere qualcosa da raccontare. Quanto è importante il giudizio altrui e fino a che punto vale la pena fregarsene?