Romanzi

Un perfetto idiota, edizioni Il Foglio 2017

Odette ha sei anni, occhi azzurri e un sorrisetto che non riesci a toglierti dalla testa. Vive in una casa di affidamento di un paesino nel sud della Francia, in attesa di nuovi genitori, quando incontra un custode notturno e lo sceglie come papà. Meli Montreux, l’assistente sociale che si occupa di Odette, decide di cambiare vita e si lascia coinvolgere in un riciclaggio di denaro e azioni bancarie. In Italia incontrerà una vecchia prostituta argentina, Rosario Rossi, che ha una filosofia di vita tutta sua. Rosario aiuterà la giovane Meli a ritrovare la sicurezza in sé stessa, e a sua volta rincontrerà il suo primo fidanzato, don Vito Palladino, nel frattempo diventato un parroco irriverente nei confronti della Chiesa di cui è un indegno rappresentante.

Tutti i personaggi sono stralunati, ma sono anche orfani o abbandonati. La piccola e saggia Odette – doti di investigatrice e una sete di vivere pari a quella del gatto randagio che porta sempre nello zaino – custodisce informazioni che salveranno tutti loro.

Una storia sul peso del giudizio e il senso del nostro posto nel mondo, un mondo in cui l’idiota può rivelarsi il più geniale e astuto di tutti.

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La Catedral del tango, racconti, Buenos Aires 2014

Era tardi, non si aspettavano di vederci arrivare. Ma era colpa nostra, non avevamo avvisato. Mangiavano carne e bevevano whisky uruguaiano. Pablo e la sua ragazza sono spariti subito, io mi sono gettato sulla mia poltrona rossa, non c’erano vite passate su quella poltrona, soltanto quelle che ho cercato ogni volta che mi ci sedevo e scrivevo roba del genere, Eda Simeone lo sapeva, ha tolto le loro borse per farmi stare più comodo. Da quanto tempo sei in Uruguay?, mi ha chiesto. Conosceva la risposta, cercava soltanto una conferma nelle mie mani. Quando ti guardano le mani, è peggio che guardarti negli occhi, perché le mani hanno più occhi, questo è sicuro, lo sanno tutti, anche quelli che non hanno né mani né occhi. Io, per il momento, stavo provando a dare le risposte che la cara Eda cercava, senza rivelare quello che pensavo. Sono gli occhi quelli che pensano, noi non c’entriamo nulla, e ogni volta che ci proviamo – a pensare – facciamo un disastro! Da quanto tempo, allora? Da quanto tempo sono qui, su questa sedia?, o qui, in Uruguay? Tutti hanno riso, ero bravo a far ridere la gente, il destino di un pagliaccio al servizio del popolo, ecco, c’era questo e poco più nella poltrona rossa. Da un paio di mesi, ho risposto, era facile, bastava dire un paio di mesi, e invece l’ho guardata, ho guardato Michelle negli occhi e ho aggiunto: non so quanto tempo rimarrò. Perché ho guardato Michelle negli occhi e ho detto: non so quanto tempo rimarrò?

La carne calda nei loro piatti profumava di carbone, il fumo che usciva dalla bocca era denso come quello di una sigaretta, fumavano e mangiavano. Il rumore dei piatti e dei bicchieri era forte, sembrava che mangiassero quelli. Lei mi ha sorriso e mi ha chiesto qualcosa senza parlare. Dopo un po’ di anni passati a fare questo mestiere, succede che impari a riconoscere subito le domande, non quelle fatte per cercare conferme come quella di Eda, ma per altri motivi che il linguaggio umano non è in grado di tradurre. Cosa siamo noialtri, allora, stupidi traduttori? A volte ne ho la certezza, altre volte mi sembra che siano loro, le domande, a tradurre noi.

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Le api di ghiaccio, Lupo editore, Lecce 2014

Nel giorno del suo ottantaseiesimo compleanno, Pancrazio Farabosc scappa da una clinica per folli e s’imbarca clandestinamente sull’Angelica, una nave cargo diretta in Africa. Nessuno sa cosa si celi dietro la sua fuga, soprattutto quando la nave viene messa sotto sequestro a causa di un traffico di droga e si perdono definitivamente le tracce dell’arzillo ex marinaio. Il direttore della clinica, lo psichiatra Marcel Fontaine, su insistenza della sua collaboratrice, Sophie, figlia di Pancrazio, decide di partire alla ricerca dell’anziano paziente. Il suo viaggio si rivelerà un intricato percorso nella mente umana e nei suoi meandri più reconditi. Nel frattempo, la giovane e incauta Sophie si caccerà in non pochi pasticci cui dovranno far fronte insieme.

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I disinnamorati, Nizza 2013

La storia di una coppia che si illude di non essere innamorata. La storia del non amore e della non comunicabilità di chi in realtà scoprirà di amarsi e di essersi detto l’essenziale, come succede a noi ogni giorno. Anisetta e Antonino Bellofiore fanno di tutto per convincersi a vicenda di non aver bisogno l’uno dell’altra. Il loro è un gioco di negazioni e di nascondino. Afittano, disdicono, traslocano, mentono… Disinnamorarsi è molto più difficile di innamorarsi. Antonino Bellofiore vive male la sua solitudine, fin da quando era bambino e suo padre lo ha abbandonato, ne è ossessionato, e l’unico mezzo che ha per combatterla è l’umorismo. Il narratore è il dottor Marcel Fontaine, il quale analizza la psicologia amorosa dei protagonisti. Alla vicenda sentimentale si alterna quella poliziesca. In collaborazione con l’affascinante vice prefetto di Nizza, Bellofiore dovrà smascherare un traffico di cocaina tra la Sardegna e Monaco. Antonino Bellofiore è un agente nizzardo che sta per essere nominato commissario. L’esito dell’indagine “Orsetti gommosi” coinciderà con l’epilogo della sua storia d’amore. Otterrà la nomina. Ma a quale prezzo? Chi è la persona che dovrà arrestare?

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Gli appunti necessari, Marsiglia 2012

L’artista parigino André Colbert è indagato per la sparizione di certi appunti sottratti al Ministro della Salute, nonché per l’omicidio del funzionario spagnolo Carlito Vidal.
Colbert scappa al sud, arriva a Nizza nel mese di marzo; il suo caso viene assegnato al commissario Antonino Bellofiore, un uomo rozzo e romantico che da quando si è lasciato con la sua prima fidanzata è incapace di innamorarsi nuovamente e conduce una vita ai limiti del surreale, rischiando di farsi ammazzare tutti i giorni.
Il Ministro della Salute delega un ispettore dell’Igas, Philippe Zappalà, col fine di controllare l’andamento delle indagini, finte indagini, perché in realtà sia il ministro sia Zappalà conoscono il vero movente del furto e dell’omicidio.
Lo psichiatra parigino Marcel Fontaine rintraccia Colbert e lo aiuta a scoprire la verità sull’accaduto. A muovere Fontaine, in realtà, è un antico attrito col Ministero della Salute francese, col quale il medico non riesce proprio ad andare d’accordo.
A Nizza, Colbert incontra Marie Dumas, una pianista, responsabile di una agenzia artistica, la quale lo aiuterà a inserirsi nell’ambiente locale e con la quale si instaurerà un rapporto sublimato soltanto nell’arte, mai consumato, soprattutto perché Marie Dumas è una donna sposata, ha un figlio di quattordici anni e Colbert, che ha appena lasciato una moglie e un figlio a Parigi, non ha alcuna intenzione di rovinare un altro matrimonio. Ciò che André ignora è che il matrimonio di Marie Dumas è già in fase di sfacelo…

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Acropolis, Nizza 2012

L’Acropolis di Nizza è un rinomato palazzo dei congressi che conferisce alla città il secondo posto dopo Parigi per il turismo culturale francese.

Il 30° Salone Internazionale sul diabete sta per incominciare, ma i tre ricercatori che avrebbero dovuto parlare alla platea vengono ritrovati morti in un piccolo albergo del centro, il malfamato hotel Wilson.

La notte prima del congresso, le nove camere del Wilson sono occupate dai personaggi attorno ai quali ruoterà l’intreccio. Nella camera 9 dorme il giovane dottor Flores, assistente di Marcel Fontaine. Olivier Flores si occuperà del povero albergatore e lo aiuterà a scoprire che cosa è accaduto.

Il medico legale Vicky Di Mello, incaricato di eseguire le autopsie sui corpi dei medici assassinati, è un uomo corretto e a posto con la coscienza; sarà lui il protagonista del romanzo. Di Mello è un uomo sulla soglia dei cinquant’anni, divorziato, rovinato dalla sua ex moglie, e innamorato dell’intrigante Tanja Schwarz, una purser che lavora a bordo del “V”, il più grande yacht privato al mondo. Anche Tanja ha dormito al Wilson quella notte, perché incaricata di avvelenare i medici prima che intervenissero al congresso! Cosa c’entra lo yacht “V” con il congresso sul diabete? E cosa avrebbero detto Sarrazino e i suoi colleghi di tanto pericoloso?

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KINDO La folle vita di uno scrittore, Voltarepagina, ottobre 2011

Jean Rossignol è ossessionato da due cose: le storie che scrive e le donne che molesta! Per trovare il finale del suo film decide di imbarcarsi su un mercantile, ma finge di impazzire perché a bordo ci sono soltanto uomini… Al suo ritorno viene rinchiuso in un istituto per folli, all’interno di un vecchio convento di clausura. Qui incontra una giovane novizia e se ne innamora. Il dottor Marcel Fontaine, psichiatra di fama mondiale, decide di scoprire come possa ancora esistere un luogo del genere. Fontaine e Rossignol troveranno delle importanti carte tenute segrete nel convento, ma sarà solo l’inizio del gran finale tanto atteso.

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La fabbrica delle ragazze, racconti, Marsiglia 2006

Lo scrittore e editore Teodoro Giùttari, autore di un romanzo che custodisco con cura, Notti bianche al carcere, mi ha contattato a luglio del 2012 e nonostante il caldo soffocante di quell’estate, si è preso la briga di analizzare ad uno ad uno questi racconti. Sono storie scritte di notte, mentre lavoravo come guardiano, forse le ha sentite affini alle sue. Quando ci siamo conosciuti, Giùttari aveva già più di ottant’anni. Leggere la sua analisi dettagliata, lunga più di cinquanta pagine, piena di consigli su come procedere, note stilistiche e commenti ad ogni testo, mi ha commosso. A quella prima lettera ne sono seguite altre, per me molto significative. Questa raccolta, pertanto, è dedicata a lui.

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Anne et Anne, Miami-FL 2002; in Nuova Antologia, marzo 2013

André Colbert, un pittore parigino, sposato con Anne, incontra una ragazza più giovane nella sua vecchia università; anche lei si chiama Anne. Le due donne, pur non conoscendosi, sembrano collaborare tra loro per farlo impazzire e da un certo punto di vista ci riescono.

Si tratta di un’intricata storia di amore e passione, in cui la mente folle e geniale del pittore André Colbert si dimena nell’ossessione verso due donne con lo stesso nome, Anne, e che finirà col trascinarlo prima in manicomio, poi al centro di una vicenda mafiosa.