La fabbrica delle ragazze

La fabbrica delle ragazze, racconti, Articoli Liberi, Marsiglia 2006

«I racconti sono brevi, limpidi, eleganti, indipendenti l’uno dall’altro.»
–Teodoro Giùttari – scrittore e editore

“La sala era talmente piccola che ogni nota entrava nella nostra testa senza preavviso, bastava distrarsi un secondo e tutto diveniva forte e rosso, assumendo i colori che dovevano essere nella sua testa.
Il ragazzo aveva appena vent’anni, arrivava da Metz, e stava suonando il vecchio pianoforte della padrona del bar; era giovane, è vero, ma non aveva nulla da invidiare ai grandi musicisti jazz che avevano toccato quei tasti, adesso ingialliti. Indossava una camicia a quadri, di un verde militare, e pantaloni cachi; era, a vedersi così, nulla di più che un giovane di passaggio per il paese; aveva capelli già sudati e un po’ di barba. Capelli lisci come quelli del tale seduto accanto a me, anche quel giorno, come tutti i giorni, da tre mesi.
Le note deliziavano le pareti dell’Absinthe Bar e dopo due canzoni era già incominciata questa storia.”

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